Trasparenza salariale: come cambiano gli annunci di lavoro e i colloqui di selezione

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Il mondo del recruiting in Italia si appresta a vivere una vera e propria rivoluzione. Con l’avvicinarsi delle scadenze normative legate alla nuova direttiva europea sulla trasparenza retributiva, le aziende devono abbandonare definitivamente la cultura della riservatezza sullo stipendio, a partire dalle primissime fasi di contatto con i candidati.

Ma cosa cambia, in concreto, quando si pubblica un annuncio o si affronta un colloquio di selezione?

1. Gli annunci di lavoro: addio a "retribuzione commisurata all'esperienza"

La prassi di omettere lo stipendio nei testi delle offerte di lavoro diventerà illegale. Le aziende avranno l’obbligo di inserire informazioni chiare e precise fin da subito:

  • Indicazione della RAL o del range: Ogni annuncio dovrà specificare lo stipendio iniziale o una fascia retributiva concordata e ragionevole per la posizione aperta.
  • Trasparenza sul contratto: Sarà necessario indicare chiaramente il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicato.
  • Neutralità di genere: I testi dovranno essere rigorosamente neutri, formulati in modo da non scoraggiare o favorire un genere rispetto a un altro.

Le caratteristiche principali da conoscere sono:

  • Normativa Regionale: Ogni Regione italiana ha una propria normativa che disciplina la durata, i limiti di attivazione e le proroghe.
  • Indennità obbligatoria: L’azienda ha l’obbligo di corrispondere un rimborso spese mensile minimo, stabilito dalla Regione in cui ha sede il tirocinio.
  • Nessun rapporto di lavoro: Il tirocinio non costituisce un contratto di lavoro subordinato, ma un percorso formativo regolamentato.

Un esempio pratico di cambiamento:

  • Prima: Cerchiamo un Sales Manager. Retribuzione commisurata all’esperienza.
  • Dopo: Cerchiamo un/una Sales Manager. Fascia retributiva indicativa: 40.000€ – 45.000€ di RAL + variabile in base all’esperienza. CCNL applicato: Commercio.

2. Il colloquio di selezione: vietato chiedere la RAL attuale

Una delle novità più d’impatto per i recruiter riguarda il divieto assoluto di indagare sulla storia retributiva del candidato.

  • Stop alle vecchie abitudini: Non è più consentito chiedere “Qual è la tua RAL attuale?” o richiedere l’esibizione dell’ultima busta paga. Questa misura nasce per evitare che eventuali discriminazioni storiche o stipendi troppo bassi legati al passato si trascinino nel nuovo posto di lavoro.
  • Focus sulle aspettative e sul budget: Il colloquio dovrà spostarsi esclusivamente sulla coerenza tra le aspettative del candidato e il budget stanziato dall’azienda per quella specifica posizione.

Come cambia il dialogo in sede di colloquio:

  • Prima: Qual è la tua RAL attuale o precedente?
  • Dopo: Per questa posizione abbiamo previsto una fascia tra 35.000€ e 42.000€. È coerente con le tue aspettative?.

 

FAQ

Cosa rischiano le aziende?

Adottare questo nuovo approccio non è una scelta facoltativa. Il mancato rispetto di queste disposizioni espone i datori di lavoro a pesanti sanzioni economiche. In caso di contestazione, scatterà l’inversione dell’onere della prova: non spetterà al candidato dimostrare di essere stato discriminato, ma sarà l’azienda a dover provare la totale oggettività e trasparenza dei propri processi di selezione.

Adattarsi subito, rivedendo i propri template di annuncio e formando i team di selezione, è l’unico modo per farsi trovare pronti ed evitare rischi reputazionali e legali.

Marina Verderajme, Presidente Job Farm

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