Quali sono gli incentivi all’occupazione previsti per il 2022?

 

Testata giornalistica registrata reg. al Trib. di Milano (n° 29 del 30/01/2014)

Direttore Responsabile Marina Verderajme

Quali sono gli incentivi all’occupazione previsti per il 2022?

Gli incentivi all’occupazione sono benefici normativi, economici o contributivi riconosciuti ai datori di lavoro per l’assunzione di specifiche categorie di persone e a determinate tipologie di soggetti. La legge di Bilancio 2022 ha previsto diversi e importanti incentivi all’occupazione per i lavoratori e imprese.

Tra le principali agevolazioni è da sottolineare quelle per assumere lavoratori provenienti da aziende in crisi, che hanno perso il lavoro recentemente a causa delle difficoltà economiche, sopraggiunte anche con la pandemia. Per queste assunzioni sono previsti sgravi contributivi totali per le assunzioni a tempo indeterminato.

Elenco degli sgravi contributivi previsti per le assunzioni nell’anno 2022:

  • Sgravi assunzioni lavoratori di aziende in crisi
  • Sgravi contributivi per l’assunzione di giovani under36
  • Sgravi contributivi per le assunzioni nel Sud Italia
  • Sgravi per l’assunzione di donne
  • Sgravi per assunzioni di percettori del reddito di cittadinanza
  • Sgravi per assunzioni di lavoratori in cassa integrazione

Sgravi assunzioni lavoratori di aziende in crisi

Come abbiamo riportato all’inizio dell’articolo, una delle novità in merito alle agevolazioni sulle assunzioni di quest’anno è lo sgravio contributivo per le imprese che assumono lavoratori provenienti da aziende in difficoltà economica. 

Si tratta di un esonero contributivo disponibile fino alla fine del 2025, per tutte le imprese che assumono a tempo indeterminato ex lavoratori che provengono da aziende colpite dalla crisi. 

Per accedere a questo bonus l’impresa deve essere: privata e assumere a tempo indeterminato. La regola del contratto permette infatti all’impresa di ottenere uno sgravio totale nei contributi per assunzioni a tempo indeterminato e per trasformazioni di contratti a termine a contratti a tempo indeterminato.

L’importo massimo agevolabile è di 6.000 euro all’anno, ed è possibile richiedere questo sostegno al massimo per un periodo di tre anni. La misura prevede quindi che il datore di lavoro non deve provvedere al versamento dei contributi, per questo periodo di tempo, per i dipendenti assunti a tempo indeterminato, che saranno comunque corrisposti al lavoratore dall’ente previdenziale.

Questo sostegno è molto simile a quello esistente per l’assunzione di giovani a tempo indeterminato, per cui le modalità per accedervi sono pressoché identiche: tramite sito web ufficiale dell’ente previdenziale INPS.

Sgravi contributivi per l’assunzione di giovani under36

Sgravio contributivo totale per le imprese che provvedono la trasformazione di un contratto a termine in un contratto a tempo indeterminato, o per l’assunzione diretta con contratto indeterminato.

Questa misura è stata presa per sostenere il lavoro per questa particolare fascia di popolazione, per cui sono inclusi i cittadini che hanno età inferiore ai 36 anni. Anche in questo caso il datore di lavoro è esonerato dal versamento dei contributi

Anche in questo caso esiste il limite di 6.000 euro annui e un periodo massimo di agevolazione di 36 mesi. L’esonero contributivo è totale, per garantire un incentivo all’assunzione di questa fascia di popolazione, che a causa della crisi e dell’emergenza sanitaria si è trovata maggiormente in difficoltà a mantenere un posto di lavoro stabile.

Sgravi contributivi per le assunzioni nel Sud Italia

La manovra per il 2022 ha introdotto particolari sostegni per alcune regioni italiane, in base alle misure rivolte al Sud Italia.

Si tratta delle regioni Abruzzo e Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia e Calabria, e Sardegna. Per queste regioni è possibile per le imprese chiedere un sostegno aggiuntivo, tramite esonero contributivo per un anno aggiuntivo rispetto alla normale durata.

Per questa misura è necessario assumere giovani under 36 a tempo indeterminato, purché gli stessi non siano già stati assunti con questa forma contrattuale in passato, ed è possibile anche convertire un contratto di apprendistato ad uno di tipo indeterminato, secondo modalità consuete.

Risulta anche importante ricordare che le aziende interessate dal sostegno non possono procedere a licenziamenti di medesimo personale successivamente alla ricezione del sostegno.

Sgravi per l’assunzione di donne

Un’altra importante agevolazione disponibile per le imprese riguarda le assunzioni di personale femminile.

Per le imprese che assumono lavoratrici donne a tempo indeterminato esiste la possibilità di essere completamente esonerate dal versamento dei contributi, con limite massimo di 6.000 euro annui. Si tratta però di lavoratrici che si trovano in determinate situazioni:

  • Donne che hanno almeno 50 anni di età, e che sono senza lavoro da almeno un anno;
  • Donne che risultano disoccupate da almeno due anni;
  • Donne che professionalmente sono collocate in un settore in cui esiste una forte disparità di genere per l’occupazione, e che risultano senza un lavoro da più di 6 mesi;
  • Donne residenti in alcune regioni d’Italia a cui sono destinati particolari fondi europei per l’impiego femminile nel lavoro, che risultano disoccupate da più di sei mesi.

Sgravi per assunzioni di percettori del reddito di cittadinanza

Per l’assunzione di cittadini con reddito di cittadinanza è previsto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali per un periodo pari alla differenza tra 18 mensilità e le mensilità già godute dal beneficiario, per un importo non superiore a 780 euro mensili, un periodo non inferiore a 5 mensilità e nella misura fissa di 5 mensilità in caso di rinnovo. Qualora l’assunzione si svolga tramite apposita attività di intermediazione, il datore di lavoro riceverà un contributo del 20% del RdC dell’ex percettore.

Sgravi per assunzioni di lavoratori in cassa integrazione

Per assunzioni di lavoratori in cassa integrazione con contratto di lavoro subordinato oppure a tempo indeterminato, per ogni mensilità e per un massimo di 12 mesi, al datore di lavoro sarà riconosciuto il 50% del contributo straordinario altrimenti concesso al lavoratore in cassa integrazione.

Autore: Sara Lucini

Sara Lucini
Community & Communication Specialist

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