Impatto di Instagram sui giovani – Cosa dice lo studio di Facebook?

 

Testata giornalistica registrata reg. al Trib. di Milano (n° 29 del 30/01/2014)

Direttore Responsabile Marina Verderajme

Impatto di Instagram sui giovani – Cosa dice lo studio di Facebook?

 

We Are Social e Hootsuite: analisi digitale 2021

I social sono il luogo dove tutti noi, soprattutto i più giovani, passano la maggior parte del proprio tempo libero. Lo dice l’analisi annuale realizzata da We Are Social e Hootsuite, pubblicata in gennaio 2021, la quale evidenzia che il tempo speso sulle piattaforme social continua a crescere anche se in misura più contenuta rispetto agli ultimi anni, attestandosi a 2 ore e 25 minuti al giorno, o (quasi) un giorno intero alla settimana. Di questo passo, nel 2021 spenderemo, collettivamente, oltre 420 milioni di anni su queste piattaforme. Facebook, Instagram, Tik Tok, solo per citarne alcune, sono diventate le piattaforme maggiormente utilizzate e su cui pubblichiamo quotidianamente contenuti visibili ad una community sempre più ampia. È emerso che Facebook conduce da almeno tre anni studi approfonditi su come Instagram influisce sui suoi utenti ma non ha ancora divulgato i risultati della ricerca. La “bomba” è stata sganciata però dal Wall Street Journal, entrato in possesso dei risultati di alcuni studi condotti in gran segreto dall’azienda di Menlo Park riguardo “un approfondimento sulla salute mentale delle teenager”. Tra le ricerche c’è anche uno studio che ha rilevato come Instagram peggiori “i problemi connessi al proprio aspetto fisico in una adolescente su tre”. Ma c’è molto più di quella cifra. La ricerca chiarisce che Instagram aggrava i problemi delle ragazzine in difficoltà e il 20% delle adolescenti dice che la piattaforma peggiora la loro opinione di sé stesse. E nemmeno i loro coetanei maschi sono immuni: quasi il 15% degli adolescenti dice che Instagram ha aumentato il suo livello di ansia e circa il 14% dichiara che ha provocato disturbi del sonno.

Dalle ricerche, è emerso come i giovani che popolano la celebre piattaforma siano propensi a manifestare sentimenti negativi rispetto al proprio corpo, ansia o persino depressione. Ma, secondo gli esperti, molto spesso studi simili si rivelano “solo esplorativi e frammentari”. «Non è certo che questa ricerca dimostra che Instagram sia tossico per le adolescenti. – Ha dichiarato Antigone Davis, Director, Global Head of Safety di Facebook – La ricerca dimostra attualmente che molti teenager che hanno partecipato all’analisi e che utilizzano la piattaforma, siano stati aiutati da quest’ultima in momenti di difficoltà. Infatti, molte ragazze che hanno preso parte a questa ricerca e hanno manifestato sentimenti di solitudine, ansia e tristezza, hanno dichiarato anche che spesso questo social ha migliorato il loro status sentimentale e non lo ha peggiorato.»

Quindi, qual è il vero impatto della piattaforma sui giovani?

I documenti – come scrive il Wall Street Journal – mostrano anche che Facebook ha compiuto sforzi minimi per affrontare questi problemi, e li minimizza in pubblico. Probabilmente perché a Menlo Park sanno benissimo che Instagram è l’app a maggior crescita dell’intero gruppo, e l’espansione della sua base di giovani utenti è vitale per gli oltre 100 miliardi di dollari di entrate annuali dell’azienda. Entrate che non possono essere messe a repentaglio. Quest’inchiesta è solo la punta di un iceberg molto più grande e che sta emergendo piano piano ma sempre con più forza negli ultimi anni. Quanti di voi si ricordano lo “scandalo” scoppiato qualche mese fa inerente la legge per vietare filtri e app per il fotoritocco?

La Norvegia l’11 giugno ha bandito l’uso di filtri social e app per ritoccare il proprio corpo. Con questa disposizione influencer e celebrities norvegesi non potranno più ritoccare le proprie foto pubblicitarie postate sui loro social a meno che non sia chiaramente contrassegnata l’alterazione. Il cambiamento di rotta in Norvegia è avvenuto grazie a un emendamento al Marketing Act proposto da un disegno di legge del Ministero norvegese per l’infanzia e la famiglia, votato il 2 giugno, che deve essere ancora ratificato dal re.  L’obiettivo è quello di combattere i contenuti che «giocano sull’insicurezza sociale, la cattiva coscienza, la bassa autostima o contribuiscono alla pressione sul corpo». E come ha affermato il ministero norvegese: «Si spera che la misura dia un contributo utile e significativo per arginare l’impatto negativo che tale pubblicità ha in particolare sui bambini e sui giovani».

Misure troppo severe? Misure giuste? Fra fake news che invadono i nostri cellulari costantemente, estremismi mal contrastati e influenza negativa sugli adolescenti, il mondo dei social si trova davanti a incognite da affrontare urgentemente sia dal punto di vista legislativo che tecnologico.

Autore: Alessandra Lualdi

Alessandra Lualdi
Communication & Marketing Specialist. Da sempre appassionata di comunicazione, grafica e nuove tecnologie. Cerco sempre di intrecciare questi interessi per raggiungere soluzioni creative.

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