Formazione a distanza – Il punto di vista dei formatori. Intervista a Lorella Riva

 

Testata giornalistica registrata reg. al Trib. di Milano (n° 29 del 30/01/2014)

Direttore Responsabile Marina Verderajme

Formazione a distanza – Il punto di vista dei formatori. Intervista a Lorella Riva

La formazione a distanza, sia essa svolta in modalità sincrona che asincrona, è un tema su cui si è riflettuto e si continua a riflettere tanto in questi mesi, soprattutto alla luce della situazione sanitaria in corso. Se da un lato siamo quasi esasperati dalla pressoché totale assenza di contatto fisico, non si può in alcun modo negare il ruolo centrale della FAD che, seppur tra mille intoppi spesso fonte di ironia – come non citare l’evergreen “non ti sento, tu mi senti??” -, ha permesso di garantire una buona continuità a diversi livelli: lavorativo, culturale, sociale.
Abbiamo deciso di parlarne insieme a Lorella Riva, export manager con trent’anni di esperienza alle spalle e oggi formatrice non solo sulle tematiche del commercio estero, ma anche sulla vendita e sulla lingua inglese a tutto campo. Come Job Farm, abbiamo avuto la fortuna di collaborare con Lorella nell’erogazione di corsi aziendali, di master di alta formazione e di corsi rivolti al nostro personale interno e abbiamo avuto modo di apprezzarla non solo per la sua solida preparazione, ma anche per la sua empatia e per la sua capacità di coinvolgere durante le lezioni.

Lorella, ti chiedo innanzitutto cosa ti ha portato a cambiare strada, diventando da Export Manager a formatrice.

Beh innanzi tutto ti ringrazio per avermi invitato a questa intervista che mi da l’opportunità di condividere con altri la mia esperienza e la mia passione. Per rispondere alla tua domanda dobbiamo fare un salto all’autunno di qualche anno fa: stavo seguendo io stessa un corso professionale. Eravamo una classe fantastica – stimolante ed irriverente allo stesso modo – una di quelle classi un po’ difficili, ma che ti danno molto. Ecco, me lo ricordo ancora come fosse ieri. La scintilla che ti fa cambiare strada. In quel momento capii che il mio desiderio sarebbe stato – ed è tuttora – di mettere tutta la mia esperienza lavorativa e le mie competenze a disposizione di coloro che ne fossero stati interessati e che avrei voluto essere una
docente/formatrice.

 

Abbiamo discusso molto, su Job Farm News, di formazione a distanza, intervistando diversi interlocutori provenienti da mondi differenti. Mi piacerebbe molto conoscere anche il tuo punto di vista: quali pensi siano i limiti e i punti di forza della fad?

 

Per quanto io abbia deciso di diventare una formatrice anche e soprattutto per il rapporto umano che si viene a creare in aula, trovo che la FAD sia una grande cosa – specialmente in momenti drammatici come il periodo in cui stiamo vivendo. La FAD dà a molte persone la possibilità di restare in contatto con il mondo, di partecipare ad attività collettive sia di formazione che culturali senza limiti legati al luogo in cui ci si trova, di continuare gli studi, di crescere professionalmente … in una parola di vivere. E’ un vivere un po’ sacrificato, abbiamo dovuto tutti “resettarci” su dinamiche diverse e certamente non siamo ancora al massimo, ma è comunque un’opportunità di crescita anche per noi formatori. Anzi dobbiamo lavorare ancora di più e meglio perché la soglia dell’attenzione in video cala molto più velocemente che in presenza.

 

Articolo di Ilaria Romani – HR Specialist

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