Come si lavora in un Museo – intervista a Marzia Cioni

 

Testata giornalistica registrata reg. al Trib. di Milano (n° 29 del 30/01/2014)

Direttore Responsabile Marina Verderajme

Come si lavora in un Museo – intervista a Marzia Cioni

Marzia Cioni è un’altra giovane allieva del progetto F.ED.O.RA – Formazione e Diagnostica (digitale) per le Opere di Restauro Artistico, attuato da ACTL attraverso i finanziamenti del bando LOMBARDIA PLUS- LINEA CULTURA 2019/2020 di regione Lombardia. A completamento del percorso formativo della durata di 400 ore previsto dal progetto e destinato a trasmettere competenze legate al mondo del restauro e della conservazione dei beni culturali, Marzia ha avviato un percorso di stage presso il Museo Poldi Pezzoli. Sulla scia delle interviste svolte nelle scorse settimane e focalizzate sull’analisi dell’evoluzione delle professioni dell’arte e della cultura e sullo studio delle sfide e cambiamenti scaturiti dalla situazione sanitaria in corso, abbiamo ritenuto essenziale raccogliere anche il contributo di un’operatrice museale impegnata quotidianamente, in presenza e a distanza, nella custodia e valorizzazione della nostra arte e della nostra storia.

 

Marzia, raccontaci la tua giornata al Museo: quali sono le attività che ti vedono impegnata?

In museo certamente le cose da fare non mancano mai e ogni giorno è diverso! Le principali attività
che mi riguardano nello specifico rientrano nell’ambito della manutenzione ordinaria e straordinaria. Il primo giorno non ho fatto in tempo a presentarmi che mi sono ritrovata subito con un microaspiratore in mano a prendermi cura dei libri della biblioteca antica. Altre attività riguardano l’aggiornamento del catalogo delle opere online, la supervisione di attività che si svolgono all’interno del museo, ma anche la collaborazione per l’allestimento di nuove mostre. Lavoro a contatto con moltissime personalità del mondo museale: dai curatori all’ufficio stampa, ai prestatori, fino ai collezionisti che donano opere d’arte al museo.

 

Ci sono iniziative culturali che ritieni particolarmente efficaci o che ti hanno colpito, messe in atto dal Museo Poldi Pezzoli o in generale da altre strutture museali o imprese culturali?

Purtroppo nel poco tempo in cui ho lavorato in presenza nel museo sono ben poche le iniziative a cui ho assistito, soprattutto considerando che lavoro in settimana e certo perdendomi i giorni del weekend non ho il piacere di vivere il Museo nei suoi momenti di maggiore fermento. In ogni caso, l’evento più interessante a cui ho potuto assistere e collaborare è stato quello della mostra sul “Mantegna Ritrovato” soprattutto per la ricca storia che cela il dipinto straordinario che è la Madonna col Bambino. Non parlerò nello specifico di iniziative di altre strutture museali, ma quelle che in generale trovo più interessanti sono quelle che coinvolgono nel vivo i visitatori – soprattutto i bambini – perché coinvolgerli fin da piccoli, come è successo a me, è il modo migliore per farli avvicinare al mondo dell’arte e della cultura in generale. Attività non passive che colleghino la parte ludica alla parte educativa e formativa dei musei, come ad esempio può essere una caccia al tesoro all’interno del museo: credo che siano le modalità migliori per far esplorare e scoprire il mondo meraviglioso dei musei.

In queste settimane ho avuto modo di dialogare con diversi attori del mondo dell’arte e della cultura: restauratori, conservatori, esperti di comunicazione ed organizzazione di eventi e a tutti ho posto questa domanda, utile a riflettere sulle prospettive del settore. Quali sono, a tuo avviso, le sfide con cui il mondo dell’arte e della cultura dovrà fare i conti, alla luce della situazione sanitaria in corso e delle riflessioni da essa scaturite?

Il mondo dell’arte e della cultura da sempre vive qualche difficoltà soprattutto per quanto riguarda
la scarsità di fondi e di personale. Certo le vicissitudini di questo 2020 hanno ulteriormente esasperato il problema, ma se da un lato la chiusura dei musei per periodi così prolungati ha certamente portato danni dal punto di vista economico, dall’altro lato ha sicuramente risvegliato in una parte della popolazione il bisogno di sentirsi parte di qualcosa di più grande, aspetto emotivo sul quale l’arte ha un grandissimo potere. Inoltre, è stato un grandissimo sviluppo di tutte le attività collaterali, dalla creazione di musei virtuali (che certamente non possono sostituire un museo reale, ma possono avvicinare le persone alle opere d’arte) ai webinair, mezzi tramite i quali si possono mettere in collegamento persone di tutto il mondo. Un esempio può essere rappresentato da quanto ho sperimentato io stessa durante un webinar a cui ho assistito, focalizzato sul tema dell’arte nel periodo Covid. L’evento ha visto la partecipazione di personalità dell’ambito museale italiano, tedesco e giapponese.

 

Intervista di Ilaria Romani

Autore: Alessandra Lualdi

Alessandra Lualdi
Communication & Marketing Specialist. Da sempre appassionata di comunicazione, grafica e nuove tecnologie. Cerco sempre di intrecciare questi interessi per raggiungere soluzioni creative.

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