Parliamo di conservazione dei beni culturali e di formazione a distanza con la restauratrice Valeria Cocchetti

 

Testata giornalistica registrata reg. al Trib. di Milano (n° 29 del 30/01/2014)

Direttore Responsabile Marina Verderajme

Parliamo di conservazione dei beni culturali e di formazione a distanza con la restauratrice Valeria Cocchetti

Già in diverse occasioni, su Job Farm News, abbiamo parlato del progetto F.ED.O.RA – Formazione e Diagnostica (digitale) per le Opere di Restauro Artistico, realizzato da ACTL attraverso i finanziamenti del bando LOMBARDIA PLUS- LINEA CULTURA 2019/2020 di Regione Lombardia. Il progetto formativo ha coinvolto ragazzi giovanissimi con formazione in ambito artistico: si è trattato di una bellissima occasione per entrare in contatto con giovani talenti e con professionisti del mondo delle imprese culturali a tutti i livelli.

Un esempio tra tutti: la restauratrice Valeria Cocchetti. Formatrice e restauratrice esperta, simpatica e dotata di fortissima empatia, Valeria ha messo la sua ventennale esperienza professionale a servizio dei ragazzi del progetto Fedora, cimentandosi con la formazione a distanza e riuscendo con successo ed efficacia a trasmettere contenuti che spesso si fa fatica a pensare al di fuori di un tradizionale laboratorio o di un’aula.

Capiamo meglio con lei quali sono state le sfide legate alla formazione a distanza applicata ai temi del restauro.

 

Valeria, a tuo avviso quali sono i punti di forza e i punti di debolezza della formazione a distanza, applicata ai temi della conservazione dei beni culturali e del restauro?
Fermo restando che il rapporto diretto consente di stabilire dei legami interpersonali precipui, direi che per la parte teorica il mezzo a distanza si adatta perfettamente allo scopo. Dopo un primo spaesamento da entrambi i lati, dovuto alla novità per tutti, le lezioni si sono svolte come in classe: i ragazzi sono risultati partecipativi, con domande e inserimenti che non hanno fatto sentire la mancanza della presenza. Al termine della lezione venivano proposti approfondimenti sugli argomenti trattati che personalmente mi hanno molto soddisfatto, confrontarsi con le nuove generazioni e ricevere input è un arricchimento reciproco. L’unico punto di debolezza, per ovvie ragioni, è stato di non vedere direttamente i ragazzi durante le spiegazioni e coglierne gli umori, ma per quanto mi riguarda la bilancia ha pesato più sugli aspetti positivi che il contrario.

 

In che modo la situazione sanitaria attuale ha influenzato il tuo lavoro di restauratrice e in generale il mondo della conservazione dei beni culturali?
Grazie della domanda, purtroppo il settore della conservazione e del restauro è fortemente penalizzato dall’emergenza sanitaria. Negli ultimi anni l’interesse sul settore appare influenzato più da meccanismi dettati dal ritorno di immagine che dalle reali esigenze della conservazione. Manutenzione è un concetto che passa in sordina, legato alla cura e alla prevenzione del patrimonio culturale: azioni necessarie, ma invisibili. In emergenza sanitaria la conservazione preventiva dovrebbe essere al primo posto: con i luoghi della cultura chiusi, siano essi grandi o piccole realtà, prevenire e conservare diventano temi fondamentali.

 

Quali sono, a tuo avviso, le sfide con cui il mondo dell’arte e della cultura dovrà fare i conti, alla luce della situazione sanitaria in corso e delle riflessioni da essa scaturite?
Molti sono gli appelli che arrivano da tutti i campi affinché’ questo particolare momento non venga sprecato. Per la fruizione dell’arte direi che il mezzo digitale consente enormi sviluppi, ma non si tratta solo di questo. Riagganciandomi alla precedente risposta auspicherei nuove visioni: non solo grandi mostre, ma interventi “silenziosi” mirati a prevenzione e conservazione. Tramandare in modo consapevole il nostro patrimonio artistico passa da qui.

 

 

Nella foto: il restauro del ritratto di Matilde Castelfranco opera di Giorgio De Chirico.
La restauratrice Valeria Cocchetti e Attilio Tori, conservatore di Casa Siviero, presentano il restauro del ritratto della ex proprietaria di Casa Siviero eseguito da Giorgio De Chirico nel 1920-21

Intervista di Ilaria Romani

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