Reskilling: la nuova strategia nel mondo del lavoro

 

Testata giornalistica registrata reg. al Trib. di Milano (n° 29 del 30/01/2014)

Direttore Responsabile Marina Verderajme

Reskilling: la nuova strategia nel mondo del lavoro

Che cosa intendiamo per attività di Reskilling?

Significa riplasmare la forza lavoro. Si attua infatti quando l’azienda sente la necessità di aggiornare o sviluppare le skills del personale interno, al fine di gestire in maniera più produttiva il suo operato. L’emergenza Covid-19 ha messo molte aziende davanti ad una dura realtà, la maggior parte dei propri dipendenti non era infatti abbastanza digitalizzato da sopperire alle più recenti esigenze del mercato. Le nuove tecnologie, le nuove piattaforme e gli innumerevoli nuovi metodi da imparare hanno fatto emergere diversi modelli di business e questi hanno creato nuove professionalità rendendo quelle precedenti obsolete.

Nel dicembre scorso, l’FMI (Fondo Monetario Internazionale) indicava l’Italia, insieme alla Grecia, come il paese più esposto a perdite di produttività. Questo perché l’Italia vanta la forza lavoro più anziana del mondo, gran parte dei lavoratori impiegati oggi nel nostro paese si sono formati in un’epoca in cui non esisteva internet. Tutto questo porta alla considerazione che una buona percentuale della forza lavoro globale, potrebbe aver bisogno di cambiare lavoro, a causa dell’impatto che la digitalizzazione ha avuto sul mercato.

Ma come possiamo impedire l’elevato turnover che dovrebbe conseguirne?

Per colmare il gap che si è venuto a creare tra vecchie e nuove competenze è possibile adottare una buona Reskilling Strategy. I veloci e grandi cambiamenti a cui abbiamo assistito negli ultimi anni non devono necessariamente spingere le aziende alla ricerca di nuovo personale! Soprattutto perché la domanda ad oggi supera l’offerta di tutti quei profili riconducibili alle cosiddette nuove professioni.

Ma in cosa consiste una buona attività di Reskilling?

Consiste fondamentalmente nell’attuare percorsi formativi mirati a rinnovare le “vecchie” professioni al fine di sviluppare nei dipendenti determinate skills e renderli abili nella gestione di attività più in linea con le nuove esigenze di mercato.

 

Sulla base di quanto detto si potrebbe dunque affermare che è necessario uno sforzo comune. I lavoratori dovranno capire la necessità di mantenere aggiornare le proprie competenze, le aziende invece dovranno investire maggiormente nella promozione di percorsi formativi e nell’incentivare i propri dipendenti ad accettare una prospettiva lavorativa basata sulla Lifelong Learning.

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