Quanto è importante il clima organizzativo in un’azienda?

 

Testata giornalistica registrata reg. al Trib. di Milano (n° 29 del 30/01/2014)

Direttore Responsabile Marina Verderajme

Quanto è importante il clima organizzativo in un’azienda?

Che cos’è il clima organizzativo?

Avallone e Bonaretti (2003) hanno definito il clima organizzativo e il benessere lavorativo come “l’insieme dei nuclei culturali, dei processi e delle pratiche organizzative che animano la dinamica della convivenza nei contesti di lavoro promuovendo, mantenendo e migliorando la qualità della vita e il grado di benessere fisico, psicologico e sociale delle comunità lavorative”. Non è difficile comprendere quindi, che il clima organizzativo e il benessere organizzativo siano un costrutto multidimensionale difficilmente determinabile in maniera univoca in quanto sono formati da molti fattori che variano.

Quando è nato l’interesse verso questo costrutto?

L’interesse verso la salute del lavoratore è piuttosto recente e risale agli inizi del 1900. Qualche anno più in qua, nel 1990, il clima organizzativo e il benessere lavorativo sono stati migliorati ulteriormente con la nascita dell’occupational health psicology (OHP), una materia interdisciplinare nata dal convergere della psicologia della salute (health psychology) e la salute pubblica (public health).

Perché? Perché studi scientifici iniziavano a dimostrare che un buon ambiente lavorativo aumentava la customer satisfaction dei dipendenti, e questo portava ad un incremento della produttività. Che un buon clima sia fonte di profitti è anche quanto afferma Robert Levering, presidente e fondatore di “Great Place to Work Institute”. In un’intervista ha dichiarato di essersi ricreduto sulle “cause” del grande successo delle aziende statunitensi, sostenendo che quello che le grandi compagnie avevano in comune era una certa atmosfera lavorativa:

  • Buone relazioni con i colleghi;
  • Stima per ciò che si fa;
  • Fiducia nelle persone per cui si lavora.

Questo è indice di quanto sia importante che le persone lavorino in un ambiente coinvolgente, in cui si riescano a stabilire buoni rapporti sociali, fondati sulla fiducia e la stima reciproca.

Sarà questo il motivo per cui l’Intelligenza Emotiva entra sempre più nelle logiche organizzative in termini di processo e di training?

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