Lavoro a distanza: una nuova idea di impresa e società

 

Testata giornalistica registrata reg. al Trib. di Milano (n° 29 del 30/01/2014)

Direttore Responsabile Marina Verderajme

Lavoro a distanza: una nuova idea di impresa e società

Oggi un po’ tutti ci siamo abituati e assuefatti alla convergenza verso i grandi centri cittadini. Metropoli come Roma o Milano, nella storia contemporanea, sono esplose dal punto di vista demografico durante il primo e il secondo dopoguerra iniziando a sperimentare un deciso trend di crescita a partire dall’unità d’Italia.

Questo flusso incontrollato e inarrestabile di vita e di opportunità che attinge inevitabilmente dai comuni e dai medi centri di provincia (non più, oggi, dalle campagne) non ha conosciuto nei decenni del novecento, e di questo inizio di XXI secolo, alcun reale arresto né rallentamento. 

Molti amministratori hanno provato a inventare delle isole felici con l’obiettivo dichiarato invertire – almeno localmente – la tendenza attraverso sgravi, contributi, bandi ad hoc: nulla di effettivamente efficace, perlomeno dal punto di vista quantitativo. 

Oggi, nell’Italia attraversata dal Covid-19, si aprono scenari diversi non solo dal punto di vista delle opportunità economiche – diversi sono i settori che hanno beneficiato di un balzo in avanti della domanda e, si prevede, ne beneficeranno anche strutturalmente – ma anche dal punto di vista sociale.

La pandemia, infatti, ha obbligato un po’ tutti a guardare con occhi nuovi a metodi di lavoro a distanza. 

In questa fase – settembre 2020 – le aziende sono tornate ad avere la possibilità di accogliere i dipendenti – sebbene non tutti, a seconda degli spazi – nelle proprie sedi per riprendere la vita lavorativa precedente; ma non tutte hanno fatto, stanno facendo o faranno questa scelta. 

Sono diversi i casi di imprese – soprattutto le più grandi o strutturate – che stanno ragionando sul mantenimento di forme di lavoro a distanza che più spesso è più corretto chiamare telelavoro o remote working in luogo di smart working. 

Se l’azienda a parità di risultati raggiunti può ottenere un cospicuo risparmio su una grandissima fetta di spese fisse e variabili mensili e annuali (pensiamo ad affitti ed utenze) e su una altrettanto grande fetta di responsabilità (pensiamo alla sicurezza degli spazi) ecco che il remote working diviene una prospettiva conveniente.

Ed ecco che questo, in potenza, potrebbe portare perlomeno ad un ripensamento delle vite, e dei luoghi di vita, di molte persone con benefici dal punto di vista anche economico sebbene per via indiretta.

Posto che questi scenari siano potenziali e, dunque, del tutto da confermare e dipenderanno anche dalla capacità delle imprese di cogliere alcune opportunità avrebbero in ogni caso delle conseguenze in termini di rischi. 

Come costruire una relazione costruttiva e veramente fertile tra colleghi che si incontrano tanto quanto – pensiamo ad una società di consulenza – il cliente?

Come gestire il lavoro a distanza in termini di sicurezza, ad esempio, della propria postazione lavorativa?

Il lavoro a distanza si presta per cogliere anche le sfide poste dai i nuovi trend nella gestione delle risorse umane?

Ancora una volta: parliamo di smart working o, più semplicemente, di remote working?

 

Il quadro normativo è, oggi, adeguato? Lo sono gli attori che si occupano delle concertazioni nelle medie e grandi imprese?

I mesi da qui a giugno 2021 saranno probabilmente i più utili per raccogliere le risposte e comprendere se sarà effettivamente una opportunità sostanziale di cambiamento o solo un trend momentaneo presto dimenticato, come tante cose durante questa pandemia.

 

Articoli collegati

Perché ad oggi è importante seguire dei master di alta formazione?
Reskilling: la nuova strategia nel mondo del lavoro
I nuovi trend e le nuove professioni del Digital Food
La gamification: un nuovo modo di pensare la selezione del personale
Quanto è importante il clima organizzativo in un’azienda?
Di cosa si occupa un Head Hunter?
“La teoria delle tre P” per la valutazione e la selezione delle risorse umane.
La reazione delle imprese culturali al Covid-19: intervista a Laura Bugliosi – Responsabile Marketing Museo Bagatti Valsecchi
Quattro settori con opportunità di business e lavoro al tempo del Covid-19 grazie al digital.
Smart Working e colloqui online: come devono approcciarsi aziende e candidati?
X