Di cosa si occupa un Head Hunter?

 

Testata giornalistica registrata reg. al Trib. di Milano (n° 29 del 30/01/2014)

Direttore Responsabile Marina Verderajme

Di cosa si occupa un Head Hunter?

Spesso confondiamo la semplice ricerca e selezione del personale con l’Head-Hunting.

Nello specifico che cosa fa di diverso un Head Hunter, anche detto “cacciatore di teste”, rispetto a un normale selezionatore? Beh, fa proprio questo… “va a caccia”:  (nel senso che) non aspetta che il candidato si presenti alla sua porta, ma si muove per andarlo a trovare. E’ proprio l’azione spontanea, il moto proprio, la “ricerca attiva” che distingue il semplice selezionatore dall’head-hunter.

Ma qual è il valore aggiunto che questo tipo di tecnica può dare ad un’azienda?

Rispondiamo a questa domanda con una similitudine: se è vero che il mare è pieno di pesci, è anche vero che non tutti i pesci ci piacciono allo stesso modo! Il semplice ricercatore getta la rete nel mare e pesca una grande quantità di pesci e questi vengono proposti sul mercato. L’Head-Hunter si getta nel mare e ricerca il pesce perfetto per il suo rivenditore.

Tornando sulla terra ferma, quindi, che cosa implica una ricerca di questo tipo?

E’ necessaria prima di tutto un’attenta valutazione dell’azienda, del clima al suo interno e delle persone che ci lavorano, in modo da immaginarci quale potrebbe essere quella tessera del puzzle che vi si incastra perfettamente. Nella fase di selezione fare grande attenzione non solo alle Hard Skills ma anche alla componente personale, in modo da capire se quella persona è effettivamente giusta per l’azienda a prescindere dalle sue competenze tecniche. La ricerca attiva di candidati ci permette  quindi di presentare all’azienda cliente non (solo) i candidati disponibili sul mercato, ma quelli perfetti per la sua realtà e portarli a valutare la nostra proposta.

Conoscere, riconoscere e inserire: potremmo riassumere così il metodo Head-Hunting

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