La formazione continua? La vera “tutela” dei lavoratori

 

Testata giornalistica registrata reg. al Trib. di Milano (n° 29 del 30/01/2014)

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La formazione continua? La vera “tutela” dei lavoratori

Fra dieci anni ci saranno nuove professioni legate a nuovi fabbisogni della società e i nuovi lavoratori dovranno essere pronti per poter svolgere questi impieghi del “futuro”. Per esser pronti e preparati, però, è necessario partire dalla formazione.

 

 

Questo è stato il tema centrale del convegno “Il futuro delle professioni e l’impatto sul welfare”, tenutosi a Cagliari lo scorso giugno, a cui hanno partecipato i principali stakeholder del mondo del lavoro.

Il ruolo della formazione, quella continua in particolar modo, diventa fondamentale. Non sarà più sufficiente avere un titolo di studio, diploma o laurea, perché le competenze andranno aggiornate e coltivate anche per tutto il resto della propria vita lavorativa.

Lo sviluppo della persona e la competitività delle imprese sono strettamente legati alla loro capacità di promuovere e avviare processi di innovazione, capacità che si raggiunge solo attraverso percorsi formativi volti all’aggiornamento e alla qualificazione professionale.

 

 

Per questo motivo, la miglior forma di tutela per tutte le tipologie di lavoratori, poiché li rende soggetti competitivi ed appetibili per il mercato del lavoro e per le aziende, è la formazione continua. E sempre per questo motivo che i governi, nazionali e europei, dovrebbero inserire nelle loro agende piani di riforme e investimenti nel settore della formazione.

 

Autore: Marina Verderajme

Marina Verderajme
Presidente di Job Farm e Direttrice di Job Farm News, si occupa da oltre 15 anni di formazione, lavoro, risorse umane e innovazione. Dirige SportelloStage partner di Recruit srl, agenzia di intermediazione, e Ems società di consulenza HR.

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