I laureati italiani faticano a trovare lavoro: penultimo posto in Europa

 

Testata giornalistica registrata reg. al Trib. di Milano (n° 29 del 30/01/2014)

Direttore Responsabile Marina Verderajme

I laureati italiani faticano a trovare lavoro: penultimo posto in Europa

I dati Eurostat restituiscono un’immagine negativa del tasso di occupazione dei laureati italiani tra i 20 e i 34 anni. Se la media europea è dell’85,5%, i giovani che hanno ottenuto un titolo di laurea e hanno trovato un lavoro, nel 2018 e in Italia, è del 62,8%. Si tratta di ragazzi che non sono impegnati né nel proseguimento degli studi né in alcun percorso di formazione.

L’unico Paese dell’Unione che mostra dei numeri peggiori è la Grecia, dove la percentuale di laureati con un impiego tra i 20 e i 34 anni è del 59,0%. Ma l’Italia si trova addirittura dietro Paesi come la Croazia (75,2%), la Spagna (77,9%) e Cipro (81,3%). Sul podio d’Europa ci sono Malta, dove lavora il 96,7% dei giovani laureati, i Paesi Bassi (94,8%) e la Germania (94,3%).

In generale, l’andamento europeo è in crescita. L’Unione ha fatto registrare un miglioramento del +0,6% rispetto al 2017 (i dati pubblicati si riferiscono al 2018). La situazione attuale è molto vicina ai livelli pre-crisi: rispetto al punto più alto del tasso di occupazione dei giovani laureati, l’86,9% riscontrato nel 2008, adesso l’Europa si trova solo dell’1,4% sotto quel record.

 

 

Tuttavia i neolaureati hanno registrato tassi di occupazione maggiori e sono stati generalmente meglio protetti dai rischi della disoccupazione giovanile rispetto ai loro coetanei che sono entrati nel mercato del lavoro con un livello di istruzione inferiore. Questo dato è testimone del fatto che un titolo di laurea è utile all’interno del mercato del lavoro e di come i laureati siano in grado di reagire meglio ai mutamenti del mercato stesso, disponendo di strumenti culturali e professionali più adeguati.

Autore: Simone Pivotto

Simone Pivotto
Responsabile Formazione e Comunicazione. Da sempre appassionato di nuovi media, opera come formatore in ambito HR e social media marketing. Coniuga il mondo del digital con quello delle risorse umane lavorando all’inserimento dei profili più giovani nel mondo delle professioni digitali.

Articoli collegati

L’engagement aziendale è la nuova chiave per il successo aziendale?
Parliamo di conservazione dei beni culturali e di formazione a distanza con la restauratrice Valeria Cocchetti
La formazione continua è la chiave del successo professionale?
Essere artisti al tempo del Covid: intervista a Gabriella Magnotta
Blind Recruitment: come funziona l’assunzione ad occhi chiusi?
I vantaggi della didattica a distanza
Cosa sono gli HR Analytics?
Formarsi professionalmente e imparare come si lavora all’interno di un’impresa culturale: intervista a Vittoria Gelati
Perché ad oggi è importante seguire dei master di alta formazione?
Reskilling: la nuova strategia nel mondo del lavoro
X