Dote Unica Lavoro: modello di riferimento per le politiche europee e nazionali

 

Testata giornalistica registrata reg. al Trib. di Milano (n° 29 del 30/01/2014)

Direttore Responsabile Marina Verderajme

Dote Unica Lavoro: modello di riferimento per le politiche europee e nazionali

Dote Unica Lavoro (Dul) è il fiore all’occhiello delle politiche attive del lavoro in Regione Lombardia con 166mila disoccupati avviati al lavoro in cinque anni.

La misura, finanziata dal Fondo Sociale Europeo (Fse), grazie ai risultati ottenuti e agli elementi innovativi che la caratterizzano, è diventata un modello di riferimento per le politiche europee e nazionali quali Garanzia Giovani e il Jobs Act. Un successo riconosciuto anche dalla Commissione europea, che l’ha inserita tra le migliori pratiche nel settore istruzione e formazione.

 

 

L’obiettivo della Dote Unica Lavoro, nata nel 2013, è quello di accompagnare le persone nella ricerca di un lavoro e nell’aggiornamento delle proprie competenze professionali. Nelle prime due fasi di attuazione (dal 2013 al 2018) sono stati presi in carico oltre 250mila destinatari, con un investimento totale di 242 milioni di euro a valere sul Fse. Forte di questi risultati la Regione ha avviato a gennaio la terza fase del programma, finanziata con 100 milioni di euro, che vede già 6mila beneficiari.

I servizi offerti dalla Dul si sono modificati e adeguati in base all’evoluzione del mercato del lavoro e alle politiche nazionali. Nel suo ultimo aggiornamento, la misura si rivolge ai disoccupati lombardi sopra i trent’anni d’età (per gli under 30 c’è la copertura di Garanzia Giovani) oppure ai lavoratori di aziende in crisi che si trovano in cassa integrazione. Secondo questa ultima versione possono rientrare anche i soggetti che rispondono a questi requisiti: iscritti a un master universitario, i militari congedandi e il personale delle Forze dell’Ordine.

All’interno della Dote Unica Lavoro abbiamo cinque fasce definite in base alle caratteristiche personali dell’utente, ad esempio età e sesso. Una volta verificati tutti i requisiti per accedere alla misura, gli utenti possono scegliere tra una serie di servizi, che comprendono: bilancio e certificazione delle competenze, avvio di percorsi di orientamento e formazione per la ricerca di lavoro e all’attivazione di un tirocinio.

 

 

Fine ultimo di questa misura è far incontrare candidato e azienda, infatti, per le aziende che assumono disoccupati in Dul sono previsti incentivi ad hoc. Le aziende e i candidati che vogliono aderire alla Dote Unica Lavoro possono recarsi presso gli operatori accreditati, come ACTL, che affiancati da professionisti specializzati accompagnano i beneficiari nel percorso verso il reinserimento lavorativo.

Nella sua ultima attuazione le misure formative di qualità sono previste solo per soggetti distanti da più di 36 mesi dal mercato del lavoro (per coloro che sono distanti da meno tempo è consentita una formazione professionale di massimo 60 ore non sufficienti a formare un profilo professionale completo).

Infine per un’azione ancora più efficace del sistema dotale, se lo stage fosse riconosciuto come primo risultato di inserimento lavorativo si favorirebbe una categoria di utenti di per sé svantaggiata, offrendo loro la possibilità di usufruire del principale ponte di collegamento fra la formazione e il mondo del lavoro.

Autore: Marina Verderajme

Marina Verderajme
Presidente di Job Farm e Direttrice di Job Farm News, si occupa da oltre 15 anni di formazione, lavoro, risorse umane e innovazione. Dirige SportelloStage partner di Recruit srl, agenzia di intermediazione, e Ems società di consulenza HR.

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