Vinitaly volge uno sguardo alla Cina – L’Export Manager la figura professionale del momento

 

Testata giornalistica registrata reg. al Trib. di Milano (n° 29 del 30/01/2014)

Direttore Responsabile Marina Verderajme

Vinitaly volge uno sguardo alla Cina – L’Export Manager la figura professionale del momento

Il Vinitaly è l’appuntamento che indica lo stato di salute del settore vinicolo italiano. In questa edizione, sotto la guida del presidente Maurizio Danese e del direttore generale di VeronaFiere Giovanni Mantovani, la manifestazione volge uno sguardo ai mercati ad alto potenziale, come la Cina.

Anche se i consumi in Italia sono tutt’altro che marginali (spendiamo più di 14 miliardi l’anno in rossi, bianchi e rosati) è dall’export che si attendono sorprese positive e grazie agli accordi bilaterali di libero scambio, gli obiettivi si alzano e sembrano più raggiungibili.

Il futuro del vino italiano crescerà se ci si aprirà a nuovi mercati. Per farlo, bisogna portare a Verona i protagonisti di questo settore, coloro che comprano e rivendono il nostro vino in paesi ad alto potenziale di crescita: prima fra tutti la Cina, dove esportiamo per 143 milioni. Per raggiungere questi obiettivi ed essere competitivi, oltre agli accordi nazionali, servono professionisti del settore, come export manager specializzati in food&beverage.

 

 

Un’azienda che si avvale della professionalità di un Export Manager riesce a pianificare la sua entrata in un mercato estero più facilmente e con più possibilità di successo, di un’azienda che fa tutto da sola.

Appoggiandosi a professionisti del genere si riescono ad ottimizzare tempi e risorse, in modo da razionalizzare e ridurre i costi relativi all’operazione: questo è sicuramente il vantaggio più importante che un’impresa può avere grazie alla figura di un Export Manager.

Autore: Simone Pivotto

Simone Pivotto
Responsabile Formazione e Comunicazione. Da sempre appassionato di nuovi media, opera come formatore in ambito HR e social media marketing. Coniuga il mondo del digital con quello delle risorse umane lavorando all’inserimento dei profili più giovani nel mondo delle professioni digitali.

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