Allevare con passione: intervista a Vincenzo Brunetti

 

Testata giornalistica registrata reg. al Trib. di Milano (n° 29 del 30/01/2014)

Direttore Responsabile Marina Verderajme

Allevare con passione: intervista a Vincenzo Brunetti

L’incontro con Vincenzo Brunetti, allevatore della provincia di Cosenza, nel bar di un elegante hotel milanese accompagnato dalla sorella Maria Rosaria, è uno di quegli eventi che, nella frenetica giornata da “milanese imbruttita” tra riunioni e appuntamenti, ti fa precipitare inaspettatamente in una dimensione dove il ciclo della natura, il suo ecosistema e le sue leggi si riprendono quel tempo e quello spazio che la città ci sottrae.

Vincenzo, sposato con Margherita, due figli, dirige l’azienda bioagricola La Sulla, che appartiene alla sua famiglia da tre generazione e accoglie 80 capi bovini di razza Podolica e circa 50 suini Neri di Calabria entrambi in selezione genetica ed iscritti al libro genealogico.

Animano l’azienda anche altri animali da fattoria tra cui galline, conigli e migliaia di pesciolini rossi che negli abbeveratoi mantengono pulita, in modo naturale, la vasca.

Naturalità, benessere, salute dell’animale e dell’uomo ed ecosostenibilitá sono i principi ispiratori del lavoro quotidiano di Vincenzo e dei suoi collaboratori che traduce in pascolo degli animali allevati allo stato semi brado in prati di sulla, avena e favino, in svezzamento con solo latte materno, ed ingrasso con soli prodotti naturali di potatura di ulivo, fieni, paglia, orzo, favino e avena ed erbe verdi sfalciate. “Uso anche i rifiuti della potatura che sono una grande risorsa sia in termini di economia circolare che di recupero della nostra storia e origini” dice Vincenzo.

Gli animali trascorrono le proprie giornate sereni e autonomi “I cancelli delle strutture sono sempre aperti, perché gli animali sono liberi di pascolare e seguire i loro bisogni e le loro abitudini” spiega Vincenzo che, quando si avvicina alle sue mucche le chiama per nome “ognuna di loro ha il proprio nome che attribuiamo alla nascita e lo indichiamo sul registro ma, all’animale, glielo comunico solo al terzo anno di vita durante il primo parto perché quello è il momento in cui grazie alla continua vicinanza e quotidianità e alla maggiore sensibilità dell’animale lo impara in un solo giorno e non lo dimentica più”.

Vincenzo vive a stretto contatto con i suoi animali, ne conosce caratteristiche e umori: “Ogni mucca ha la propria personalità infatti molti nomi nascono proprio ispirati dalle caratteristiche dell’animale come ad esempio Agelina, che vuol dire agitata sempre vispa, una delle nostre mucche più vivaci”.

Le abitudini variano a seconda della stagione e l’azienda è strutturata proprio per rispettare stagionalità e spazi con al centro la fattoria ed intorno, disposti a petali concentrici, i pascoli.

Gli lasciamo anche il tempo di “Meriare” che vuol dire dedicare tre o quattro ore al giorno per rilassarsi, occuparsi delle proprie esigenze, ruminare, rapportarsi tra loro, farsi le coccole ed accoppiarsi liberamente cosa molto importante perché” continua Vincenzo “il toro riproduttore della razza Podolica può corteggiare ma senza mai pretendere e sa di dover attendere finchè la Vacca decide quando è arrivato il momento di essere disponibile”.

Non è diversa la vita dei suini in azienda che “si gestiscono i propri spazi in autonomia con grande cura scegliendo dove mangiare, dormire, fare i propri bisogni” continua Vincenzo “ perché i suini sono animali, al contrario di quanto si crede, molto intelligenti e anche molto puliti. Il maiale è associato allo sporco ma non è affatto vero: l’immagine del maiale sporco è dovuta ad allevatori sporchi che non rispettano le caratteristiche dell’animale. Infatti il maiale, che non possiede ghiandole per la sudorazione, quando la temperatura è troppo elevata l’unica modo che ha di abbassare la temperatura corporea e quello di buttarsi nell’acqua o in assenza in altre pozze”.

Insomma la vita nell’azienda La Sulla scorre serena e tiene lontano anche uno dei mali peggiori del nostro tempo: lo stress “perché” continua Vincenzo “se uno vive male si avvelena e si ammala. Lo stesso vale per gli animali con la differenza che quella carne poi noi ce li mangiamo”.

Ma ciò non accade certamente mangiando la carne dell’azienda di Vincenzo che sul rispetto dell’animale, della natura, dei suoi cicli e dell’uomo ha basato la sua vita ed il suo lavoro.

Autore: Marina Verderajme

Marina Verderajme
Presidente di Job Farm e Direttrice di Job Farm News, si occupa da oltre 15 anni di formazione, lavoro, risorse umane e innovazione. Dirige SportelloStage partner di Recruit srl, agenzia di intermediazione, e Ems società di consulenza HR.

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