Premio Lifebility 2018, concorso di idee per giovani: vince Photocatalytic Foams

Premio Lifebility 2018, concorso di idee per giovani: vince Photocatalytic Foams

Questo mese abbiamo deciso di dedicare lo spazio dell’intervista al premio Lifebility, in cui ACTL – Sportello Stage è partner, ponendo alcune domande ad Enzo Taranto – Presidente Associazione Lions Lifebility e ai vincitori dei progetti dell’edizione 2018: Photocatalytic Foams – Vincitore del primo premio “Costantino Bianchi”, Light Alert – Menzione d’onore per avere sensibilizzato ed emozionato la giuria e la platea e #STAYHUMAN – vincitore del premio Social Plus.

Che cos’è il premio Lifebility e come nasce?

Enzo Taranto: “Lifebility Award è un concorso per idee socialmente utili attraverso il quale, noi di Lifebility, abbiamo aiutato ed aiutiamo i ragazzi ad inserirsi nel mondo del lavoro. La finalità del progetto è sensibilizzare all’etica e favorire l’ipotesi che, in un futuro, sia nel pubblico che nel privato ci siano “decision maker” che abbiano metabolizzato i concetti dell’etica comportamentale.

Grazie al grande lavoro svolto dalla squadra di Lifebility, dalla sua prima edizione, quasi 1.000 giovani si sono avvicinati a questo concetto proponendo ben 800 idee socialmente utili disponibili sul sito www.lifebilityaward.com .

Come vengono decretati i vincitori? Chi sono i vincitori dell’edizione 2018?

E.T.: “I vincitori del concorso vengono decretati da una giuria qualificata e meritocratica che opera alla presenza di un notaio. Nello specifico la scelta dei vincitori avviene in due fasi: durante la prima fase viene selezionato un gruppo di 12 finalisti; nella seconda fase il gruppo scelto ha la possibilità di partecipare ad un viaggio educativo, Study Visit, a Bruxelles e a Leuven, dove imparano i criteri dell’erogazione dei finanziamenti europei e si confrontano con gli start upper della prestigiosa Università di Leuven, prima in Europa per la qualità delle start up. Durante questa fase, ad ogni finalista, viene assegnato un tutor, messo a disposizione da Prospera, che li guida nella stesura o riscrittura del Business Plan e li prepara all’elevator pitch, presentazione finale, dove verrà decretato il vincitore. Sempre in questa fase, ai ragazzi viene data la possibilità di farsi conoscere da altre aziende e realtà sponsor del progetto.

I vincitori dell’edizione 2018 sono: Photocatalytic Foams – Vincitore del primo premio “Costantino Bianchi”, Light Alert – Menzione d’onore per avere sensibilizzato ed emozionato la giuria e la platea, #STAYHUMAN – vincitore del premio Social Plus e JOBOBO, vincitore del primo offerto da Trade Off per la fase di GO TO MARKET.”

 La prossima edizione. Come si fa a partecipare?

E.T.: “La prossima edizione vedrà la luce a metà gennaio 2019 ed il regolamento sarà esposto sul nostro sito nella sezione “Partecipa al concorso

Descrivete la vostra idea in poche parole?

Photocatalytic Foams: “Il nostro progetto consiste nel trovare una soluzione al problema dei contaminanti emergenti, inquinanti derivati dalla produzione e consumo di farmaci ed in generale sostanze chimiche di utilizzo anche domestico.

Il prodotto da noi sviluppato è costituito da una “tavoletta” in schiuma ceramica, sulla quale vengono fatte aderire particolari composti chimici i quali, attivati dalla luce, con una reazione chimica chiamata fotocatalisi attraggono e dissolvono le sostanze inquinanti presenti nel refluo da trattare.

Le ricerche da noi svolte fino ad ora evidenziano come la nostra tecnologia possa avere dei tangibili vantaggi rispetto ad altre soluzioni ad oggi utilizzate, e riteniamo quindi di fondamentale importanza continuare a percorrere questa strada, ampliando la portata dei test e differenziandone le finalità.”

Light Alert: “Un dispositivo luminoso azionato da un pedone per farsi notare sulle strisce pedonali quando attraversa la strada.”

#Stayhuman: “La nostra idea mira allo sviluppo di #StayHuman, un’applicazione per smartphone che innoverà il processo sul quale si basa attualmente l’incontro tra domanda ed offerta urbana di servizi sostenibili, riducendo e rendendo più accessibili a tutti i passaggi che permettono le relazioni solidali all’interno delle nostre città. L’applicazione mapperà e geo-localizzerà i servizi e le realtà sostenibili presenti all’interno del tessuto urbano, non snaturandone la dimensione talvolta informale, ma migliorandone l’accessibilità e la visibilità nei confronti di ogni tipologia di persona che si trovi a vivere in una città per brevi o lunghi periodi (cittadino, turista, migrante ecc..).

L’obiettivo è supportare da una parte chi vuole vivere il contesto urbano in modo più ecologico ed equo e dall’altra chi propone coraggiosamente un’alternativa sostenibile all’offerta di servizi “tradizionali” (solo per citarne alcuni: gruppi di acquisto solidale, free e second hand markets, associazioni impegnate nel sociale, palestre e squadre sportive popolari, progetti di rigenerazione urbana, festival indipendenti di quartiere, ristoranti biologici e a km 0, progetti di autoproduzione, etc..). La finalità principale è quella di aumentare il livello di sostenibilità (sociale ed ambientale), accessibilità ed inclusione delle nostre città, rendendole di conseguenza maggiormente aperte e smart.”

Com’è nato il vostro progetto?

Photocatalytic Foams: “Il progetto “Photocatalytic Foam” è nato come lavoro di ricerca per elaborare una tesi di laurea in ingegneria edile, presso l’Università degli Studi di Bergamo; intuendone le potenzialità ed i possibili sviluppi futuri, abbiamo deciso di cogliere questa opportunità, e di proseguire nello sviluppo di questa idea anche al termine del percorso accademico. Abbiamo così deciso di partecipare a due concorsi per idee d’impresa, frequentando anche dei corsi d’imprenditorialità propedeutici a tale scopo; il percorso non è stato sicuramente semplice, ma collaborando tra di noi e con l’aiuto dei tutor, siamo riusciti ad elaborare dei Business Plan che ci consentissero di chiarirci le idee circa le nostre prospettive reali, fino ad ottenere il primo premio nel concorso “Lifeability Award”, e la seconda posizione in “Start Cup Bergamo”.

Light Alert: “Da un’esperienza personale: mi capita di far fatica a notare i pedoni quando stanno per attraversare, a causa della scarsa illuminazione naturale o artificiale, della stanchezza o distrazione: temo di poter far del male. Light Alert è nato come un’idea per farci stare più tranquilli, sia quando siamo in auto, sia quando ci muoviamo a piedi.”

#Stayhuman: “#StayHuman nasce dalla necessità di accorciare la distanza tra le differenti e varie realtà ed offerte sostenibili (a livello economico, sociale ed ambientale) ed incentrate su un’economia di prossimità̀, solidale e circolare presenti nei nostri centri urbani, che rimangono ad oggi (quasi) completamente al di fuori dell’attività̀ quotidiana della maggior parte dei cittadini perché́ prevalentemente informali (quindi sommerse), difficilmente identificabili e fruibili da coloro che vorrebbero invece beneficiare di “un’alternativa” sostenibile rispetto ad uno stile di vita tradizionale. L’idea è nata da quattro amici che si trovano ogni giorno a vivere secondo paradigmi nuovi rispetto alle generazioni precedenti: si viaggia frequentemente, si lavora spesso da remoto, in autonomia e ovunque, si portano avanti progetti trasversali rispetto alle proprie competenze, si dà un valore differente al tempo e si cercano nuovi equilibri rispetto all’ecosistema attorno a noi. #StayHuman è qualcosa di cui abbiamo bisogno noi in primis per orientarci nelle città che attraversiamo ogni giorno, per sentirci parte di una comunità che non vuole adeguarsi all’esistente ma provare a modificarlo in base alle proprie esigenze, per rendere possibili ovunque siamo scelte quotidiane orientate all’inclusione, alla sostenibilità e alla solidarietà. Per restare umani!

Quali consigli dareste ad un vostro coetaneo che vorrebbe realizzare un progetto?

Photocatalytic Foams: “Ad un giovane che volesse portare avanti una propria idea, diremmo di crederci e buttarsi in un percorso che può solo essere positivo, prima di tutto come esperienza che difficilmente sarebbe possibile ottenere in altro modo. Portare avanti un progetto in cui si crede, a prescindere dai risultati può dare molti insegnamenti utili ed accrescere il proprio bagaglio di conoscenze, professionale e umano.”

Light Alert: “Consiglierei di buttarsi: provare. Parlarne con persone care, ascoltare i loro punti di vista e integrarli nel vostro progetto (sperando che ti sostengano anche se non credono nell’idea al 100%). Io non sono ancora riuscita a realizzare il mio progetto, ma cerco di pensare che qualcosa di positivo ne possa uscire. Da una cosa nata per un buon intento possono solo nascere cose altrettanto buone, no? Magari diverse o inaspettate.”

#Stayhuman: “Di farsi contaminare il più possibile dall’ecosistema attorno a lui e di andare ogni giorno a scoprirne di nuovi, per capire al meglio dove vuole dirigere la sua voglia di fare, la sua creatività, la sua passione…e poi di trovare persone che vogliano farlo assieme a lui, perché pensiamo che fare qualcosa insieme ad altre persone sia molto più entusiasmante, divertente e gratificante che farlo da soli. Oltre a questo, di continuare a formarsi ogni giorno, di farsi ispirare dalle persone attorno a lui e di sentirsi padrone di potere scrivere la propria storia e di impostare il proprio percorso senza troppi limiti. Alla fine, ogni progetto, grande o piccolo che sia, inizia sempre dal primo passo!”

Parlando di futuro. Quali sono le vostre aspettative professionali e personali?

Photocatalytic Foams: “Per l’immediato futuro, ci prefissiamo di progredire nelle ricerche necessarie allo sviluppo della nostra idea, avvalendoci del prezioso aiuto e competenze delle aziende che si sono rese disponibili. Qualora dovessimo realizzare il nostro obiettivo di definire un prodotto realmente efficace e competitivo anche dal punto di vista commerciale, ci attiveremo opportunamente ai fini di costituire una società, nella speranza di poter dare un valido aiuto allo sviluppo del nostro territorio.”

Light Alert: “Mi piacerebbe trovare un modo per poter essere utile, per creare cose belle, che possano essere di aiuto. Mi piacerebbe potermi divertire creando e sapendo che le fatiche fatte hanno un senso. Colgo l’occasione per ringraziare ancora Lifebility per il sostegno, le risorse e le opportunità che ci ha dato: ho vissuto un’esperienza unica per me. Vorrei ringraziare anche tutti i ragazzi finalisti e dire loro che spero tanto che le loro idee si realizzino, non mollate!”

#Stayhuman:Ci piacerebbe poter continuare a lavorare a questo progetto, vederlo davvero prendere forma e camminare con le proprie gambe. Vorremmo andare oltre la nostra città, non limitandoci all’App ma raccontando anche più in profondo le storie delle realtà che noi stessi stiamo scoprendo. #StayHuman per noi è anche un po’ un viaggio di ricerca in continua evoluzione e vogliamo che ci arricchisca sia a livello professionale, condividendo ogni giorno ciò che sappiamo fare e sperimentando nuove modalità e strumenti di lavoro, che personale, scommettendo sulla nostra capacità in primis come esseri umani di vivere in un modo sostenibile.”

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