Avviso 20/2018 – Quando i tirocini professionalizzanti sono retribuiti

 

Testata giornalistica registrata reg. al Trib. di Milano (n° 29 del 30/01/2014)

Direttore Responsabile Marina Verderajme

Avviso 20/2018 – Quando i tirocini professionalizzanti sono retribuiti

“Esistono tirocini di seria A e tirocini di serie B?”

Probabilmente è quello che si chiedono molti studenti nel momento in cui scoprono che è obbligatorio frequentare un tirocinio non retribuito, spesso di durata annuale, per potersi iscrivere all’albo professionale di riferimento.

Per chi non lo sapesse, infatti, molti albi professionali, ossia quelle istituzioni atte a garantire il controllo e la qualità delle attività svolte da una categoria lavorativa, richiedono ai futuri professionisti di intraprendere un periodo formativo obbligatorio prima di poter sostenere l’esame abilitante.

Questo tirocinio professionalizzante è uno strumento fondamentale per passare dalla dimensione del “sapere” caratteristica degli studi universitari, a quella del “saper fare” e del “saper essere” che invece è propria dei professionisti di ogni settore.

Nonostante gli evidenti pregi formativi, queste tipologie di tirocini per loro stessa natura non prevedono una retribuzione o un rimborso spese.

In Sicilia si è, però, deciso di invertire questo trend. Infatti, tramite l’avviso 20 del 2018 la regione ha stanziato 15 milioni di euro di fondi europei per finanziare i tirocini professionalizzanti, garantendo pertanto un rimborso spese mensile di 600 euro per coloro i quali hanno inoltrato la richiesta.

Questo progetto, unico in Italia, fa si che i tirocinanti ricevano anche un riconoscimento economico per lo svolgimento delle loro attività e, ancora più importante, permette di rendere accessibile l’iscrizione all’albo a tutti quegli aspiranti professionisti che, per i più disparati motivi, non possono permettersi di svolgere gratuitamente un percorso di formazione “on the job” di così lunga durata e che pertanto rinunciano a questa opportunità.

Nonostante si tratti solo di una sperimentazione, ci auguriamo che anche le altre regioni possano presto adottare questa proposta. Infatti, i tirocini rappresentano sempre più spesso la porta d’ingresso per il mondo del lavoro e una loro retribuzione può senza dubbio avere una ricaduta positiva in termini sia motivazionali che di prestazione sui tirocinanti.

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