Occupazione in Italia: nel 2017 raggiunti nuovamente i livelli pre-crisi

 

Testata giornalistica registrata reg. al Trib. di Milano (n° 29 del 30/01/2014)

Direttore Responsabile Marina Verderajme

Occupazione in Italia: nel 2017 raggiunti nuovamente i livelli pre-crisi

Nel 2017, dopo tre anni di crescita ininterrotta dell’occupazione, il numero di occupati totali è tornato ad essere quello del 2008 (23.022.900) e il tasso di occupazione medio nazionale, dato dal rapporto tra numero di occupati e popolazione con 15 anni o più, è risultato pari al 44,2%.

I dati diffusi dall’ISTAT sull’occupazione nei sistemi locali del lavoro consentono di tracciare una mappa dettagliata della ripresa occupazionale che ha riguardato tutte le specializzazioni produttive, ma che a livello territoriale presenta andamenti asimmetrici.

Rispetto al dato medio nazionale, valori più elevati del tasso di occupazione, si registrano nei sistemi locali del Made in Italy, dove il tasso di occupazione medio è del 46,5% ed è impiegata una quota considerevole di occupazione complessiva (27,1%) e nei sistemi urbani ad alta specializzazione, dove è impiegata il 16,7% della forza lavoro e il tasso di occupazione arriva al 49,2%. La concentrazione di questi sistemi soprattutto nelle regioni del Centro-Nord ha favorito in questi territori una crescita dell’occupazione e dei redditi maggiori che nel Mezzogiorno d’Italia.

Tra il 2014 e il 2017 la crescita dell’occupazione nelle regioni meridionali ha conosciuto però una accelerazione registrando un incremento (+4,1%) superiore rispetto a quello medio nazionale (+3,3%).

Aumenti della base occupazionale considerevoli, oltre che nei sistemi locali che ospitano gli stabilimenti dell’automotive e del petrolchimico, sono riscontrabili anche in quelli caratterizzati dalla presenza di piccole e medie imprese: è il caso del sistema locale del tessile e abbigliamento di Casarano (LE) (+10,9%) del sistema locale delle pelli e cuoio di Minervino Murge (BT) (+10,1%) e dei sistemi locali di Giulianova (TE) (+3,6%) e Teramo (TE) (+3,6%).

In media l’occupazione è aumentata in tutti i sistemi locali del Made in Italy, come fa notare il centro studi della CNA: tessile e abbigliamento +1,8%; pelli e cuoio +1,8%; Fabbricazione di macchine +2,0%; legno e mobili +1,9%; agroalimentare +1,9%; gioielli, occhiali e strumenti musicali +2,2%.

Emerge, quindi, l’importanza delle specializzazioni produttive e di conseguenza la necessità di investire in competenze, ricerca e sviluppo. Questo obiettivo deve essere perseguito dal legislatore attraverso linee di intervento caratterizzate da una forte declinazione territoriale. Politiche volte da un lato a mitigare i fenomeni di concentrazione dell’economia, sempre più spostata verso i grandi centri e volte a garantire una maggiore coesione territoriale e sociale, dall’altro volte ad incrementare la competitività ed attrattività dei territori.

Autore: Simone Pivotto

Simone Pivotto
Responsabile Formazione e Comunicazione. Da sempre appassionato di nuovi media, opera come formatore in ambito HR e social media marketing. Coniuga il mondo del digital con quello delle risorse umane lavorando all’inserimento dei profili più giovani nel mondo delle professioni digitali.

Articoli collegati

Formazione trasversale apprendisti: intervista a Marta Citarella – HR Generalist EMEA
Smart City: il car sharing per un futuro più sostenibile
Rinascere Sostenibili: un obiettivo di tutti
Il futuro dell’IA nel mondo del lavoro
JOB in JAMbellino – intervista al Dott. Michele Lenoci, consulente per  l’autoimprenditorialità
JOB IN JAMbellino: intervista a Daniela Macchi, consulente per l’orientamento nel mondo del lavoro
BACK TO WORK – Formazione e consulenza per il supporto dei pazienti di oncologia
Il 2021 e la Digital Transformation
Rilanciare il Paese grazie a rinnovabili e sostenibilità: intervista ad Enrico Falk
“JOB IN JAMbellino”: continuano le attività per supportare i giovani di Milano
X